Sullo Scaffale #06: Taranto

#06
Taranto

Un anno in città vecchia

 

 

 

“Della città vecchia di Taranto probabilmente non resterà più nulla”

Titolo: Taranto
Autore: cyop&kaf
Lingua: Italiano
Edizione: I° 2014
Copertina: Flessibile + Box in metallo
Stampa: Tipolito Giglio SRL
Dimensione: 14×20

Cyop&Kaf sono un duo di street artist ed illustratori Napoletani che hanno fatto dell’attaccamento alla tradizione Partenopea, il punto centrale della loro espressione artistica. Dagli inizi del 2000, hanno dato il via a numerosi interventi di “riqualificazione artistica” dei Quartieri Spagnoli, creando una vera e propria galleria a cielo aperto (QS – Quore Spinato). Lo stile ed i contenuti delle loro opere, dove la voce delle persone passa attraverso immagini i racconti, hanno dato vita a tantissimi altri progetti nel mondo dell’arte, del cinema, del giornalismo e dell’editoria indipendente.

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Introduzione

“Concezione feconda di profondi e importanti sviluppi, affidata ai contemporanei e ai posteri da una corrente innovatrice: il messaggio di pace, insegnamento, proposta di approfondita riflessione.”

Questa è la definizione figurativa di “messaggio” che senza alcun dubbio, è la parola chiave di questo sesto capitolo di Sullo Scaffale. Con il passare del tempo, stiamo sempre più perdendo motivazione e significato di ciò che diciamo, facciamo o pensiamo. Tutto questo sta alimentando l’evolversi di una società ricchissima di varietà, ma totalmente priva di contenuto o di messaggio.

Quindi come si può, allo stato attuale delle cose, elaborare un pensiero che sia allo stesso tempo articolato, chiaro e significativo? O, più semplicemente, un pensiero che riesca a porre nel destinatario dei dubbi e delle domande capaci di stimolare la sua curiosità e la sua sete di sapere?

Sicuramente in tasca non abbiamo risposte scientifiche per rispondere a questo quesito. Possiamo perт prendere a esempio chi, nel nostro ambito, l’ha fatto e c’è riuscito. Stiamo parlando di Cyop&Kaf. Infatti secondo il duo, l’attaccamento alle radici ed il rispetto delle tradizioni storiche dei luoghi d’origine, costituiscono la base da cui partire per costruire un messaggio che sia autentico e denso di significato. Questi concetti connotano tutta la produzione artistica ed il modus operandi di Cyop&Kaf.

Il libro

Taranto, un anno in cittа vecchia – è come un diario che racconta di dodici mesi, dal 2013 al 2014, durante i quali il duo ha vissuto a stretto contatto con la vita tra vicoli e piazze della Taranto Vecchia, in piena sintonia con gli abitanti e le loro regole. Su vecchi portoni, pareti e angoli di città hanno realizzato 120 interventi che adesso sono parte integrante del paesaggio urbano e del patrimonio collettivo. 240 pagine di racconti ed immagini custoditi da un box di metallo a simboleggiare (purtroppo) le acciaierie Tarantine. All’interno del libro (come già fatto precedentemente per QS) una mappa pieghevole 50×70 che riporta nel dettaglio tutti e 120 i marker segnaposto per ogni opera. Una guida che aiuta a ritrovarsi e allo stesso tempo perdersi fra i vicoli della città vecchia. (Scopri la mappa).

“FARE con un ideale è molto diverso che FARE per vivere”

Della città vecchia di Taranto probabilmente non resterа più nulla. Questa amara conclusione è frutto di una serie di avvenimenti che sta portando all’abbandono questa parte della città. Circondata dal mare come un’isola, Taranto vecchia è minacciata dal surriscaldamento climatico e dal tempestivo innalzamento del mare che, sommati alla mancata manutenzione del centro storico ed all’arrivo delle acciaierie ILVA, mettono a dura prova il futuro dell’area simbolo della città.

Le acciaierie però sono senza alcun dubbio uno dei problemi principali. Da un lato, l’attività delle acciaierie ha dato molte opportunità di lavoro a molti tarantini, ma dall’altro sta lasciando una cicatrice profondissima nella vita della città. infatti dall’inizio degli anni 60, gli operai abbandonarono la città vecchia per avvicinarsi alle fabbriche, innescando un esodo di massa in zone più periferiche.

“La Città vecchia è un’isola, ma non è isolata da quanto la circonda, anzi, ogni cosa è evidente conseguenza di un’altra. Il suo svuotamento non è seguito all’arrivo dell’acciaieria? Il suo abbandono non è figlio di quella ingombrante assenza di un disegno generale, di una qualsivoglia visione d’insieme? E chi ci racconta dei suoi abitanti senza caricature, aggettivi abusati, formule consumate? Non è arrivato il momento di affrontare la realtà con mezzi non dico nuovi, ma quantomeno inusuali?” — Cyop&Kaf

Oggi le polveri sottili e l’inquinamento hanno alzato notevolmente i livelli di mortalità, anche nei piщ giovani. Nonostante questo, parlare di una possibile conversione delle attività o della salvaguardia della salute dei cittadini non è la priorità. Da qui nascono le provocazioni delle scene rappresentate nei vicoli della città: un messaggio chiaro che scava nelle profonde radici tarantine, per riportare alla luce tutti gli aspetti positivi e negativi dei suoi abitanti e dei loro costumi. Un modo estremo e provocatorio per contrapporsi a simboli consumistici legati alle notte della Taranta e a banalissime discriminazioni e criminalizzazioni dei residenti. Oltre agli interventi artistici una parte del libro и dedicata alle interviste delle persone del luogo che riportano fatti ed idee crude, specchio della realtà e del quotidiano:

“La Città vecchia è una zitella che invecchia sempre più, con una dote ricchissima, per cui ogni volta viene sedotta ed abbandonata: dai costruttori, dagli amministratori, dagli operatori culturali…” — Giovanni Guarino (operaio in pensione, attore, operatore culturale)

“Da ragazzino vivevo per strada, anche se sotto casa. Era a quattro metri dal mare, dove volevi andare di meglio? Adesso mi sento estremamente lontano dal mare, eppure ce l’ho a 10 metri” — Peppe Brusca (tecnico del suono ed attivista)

“I Tamburi sono nati prima dell’acciaieria, poi sono diventati un quartiere dormitorio per gli operai” — Giuseppe Internò (contabile ed ambientalista)

 

CONCLUSIONE

C’è bisogno di vivere le situazioni per poterle comprendere. C’è bisogno di scavare a fondo per elaborare un messaggio e per proporre soluzioni concrete a problemi reali.

Il messaggio di Cyop&Kaf è chiaro: abbiamo bisogno di analizzare le situazioni e di ascoltare le persone prima di trarre conclusioni affrettate. Abbiamo bisogno di comprendere il contesto sociale, dove la storia si svolge, per capire i reali motivi per cui determinate cose accadono. Abbiamo bisogno di trovare soluzioni a problemi che diventeranno presto irrecuperabili, provando a utilizzare metodologie e mezzi inusuali, e non canonici. Abbiamo bisogno di portare alla luce fatti reali e scomodi. Abbiamo bisogno di arte e di cultura.

La loro espressione artistica è la risposta a tutto questo: sensibilizzare la cultura delle persone attraverso l’arte, valorizzando le persone ed il luoghi in cui viviamo.

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