Giappone: segnaletica on the road

Giappone:
segnaletica on the road

Soffermarsi sui soliti stereotipi di perfezione del Giappone, non è intenzione di questo articolo. Quanto segue vuole essere una chiara e semplice analisi sulla comunicazione di strada e l’infografica del paese del Sol Levante. Le due settimane trascorse tra metropoli e paesi di campagna hanno avuto un unico comune denominatore ovunque ci si trovasse: la riconoscibilità del messaggio. Un requisito base quando si parla di comunicazione stradale e del mondo della comunicazione di “segnaletica”. Requisito non scontato se consideriamo che stiamo parlando di luoghi dove i modi di comunicare, di scrivere e di parlare sono completamente nativi e “circoscritti” al Giappone. Nel continente asiatico sono tantissime le nazioni dove la scrittura e quello che ne consegue, rimangono uniche e specifiche per quel territorio. In sostanza o si conosce la lingua del paese o spesso può essere un problema.

In Giappone nell’80% dei casi tutti i messaggi e le segnaletiche, oltre che in ideogrammi, sono rappresentati anche in caratteri latini (in inglese) ma nel restante 20% no. L’ottimizzazione dello spazio è una necessità sia in campo architettonico che in comunicazione visiva, e proprio per questo ogni segnale o guida si trova nel posto giusto al momento giusto nel modo giusto.

“There is no design without discipline. There is no discipline without intelligence.”
Massimo Vignelli

Per ovvie ragioni l’ideogramma e la lingua giapponese hanno la precedenza su qualsiasi supporto e analizzando il design dei supporti informativi ci si accorge che molto spesso non c’è bisogno di conoscere il Giapponese per trovare la strada giusta. Ogni supporto o informazione si trova dove deve essere, non la si deve cercare in giro per le strade o le varie stazioni evitando di dover chiedere aiuto al primo che capita. Questo modus operandi è riportato ovunque, dalle metropolitane ai grandi centri commerciali per rispondere sempre al problema/necessità di dover rendere un messaggio immediato per tutti considerato che la mancanza di spazio e di “tempo” determinano il problema.

Per semplificare il discorso c’è un ottimo rapporto tra UX e UI e la fruizione degli utenti sul da farsi, rimane senza errori. Non si sbaglia strada, non ci capita di non capire cose fare o non fare.

Le differenze sostanziali si notano dividendo il tutto in tre aree: le autostrade, i trasporti pubblici, i centri commerciali/uffici. Qui si capisce quanto lo studio e l’analisi sul comportamento e la fruizione dello spazio, determini lo sviluppo della comunicazione in base a chi e come utilizzare quello spazio o trasporto.

Autostrade e strade a scorrimento veloce

Su strade a scorrimento veloce c’è poco tempo da perdere. Chiunque in pochi secondi deve essere in grado di capire se proseguire per altri 300km o svoltare alla prima uscita. A differenza dei centri urbani, dove il turismo estero è notevolmente maggiore, in autostrada il 99% degli automobilisti sono Giapponesi. Cartelli ed indicazioni sono spesso “dedicati ai locals” ma la presenza massiva di cartelli e segnali illustrati rendono il messaggio universale. Si tende a semplificare tutto con l’utilizzo dell’immagine senza aiuto di tipografia.

I caselli autostradali mostrano SOLO la tipologia di ingresso ed uscita senza dover riportare mille informazioni di pagamento, tipologia veicolo etc etc. Accesso al casello per pagamento diretto “Telepass” o pagamento al casellante.

Trasporto Pubblico

Forse i luoghi più frequentati del paese. Per collegare e coprire servizi di spostamento in centri urbani grandi diversi km2, la gestione dell’affluenza massiva di persone è una priorità. Architettura e comunicazione visiva vanno a braccetto per replicare il più possibile il posizionamento e l’utilizzo di porte, scale, ascensori e servizi annessi. Ogni piano ed ogni livello hanno una specifica evoluzione del messaggio dove si tende ad essere più semplici e diretti nel primo step e nell’ultimo, mentre a metà percorso si scoprono i vari livelli di accesso. Tutto questo senza fermarsi e senza dover stare minuti con il naso all’insù alla ricerca di informazioni.

Font e supporti seguono specifiche regole di grandezza e colori senza trascurare mai eventuali messaggi di WIP inseriti all’ultimo momento. Totem ed interfacce per l’acquisto dei biglietti, seguono ovunque lo stesso sviluppo ed aspetto, al punto tale da avere un UI che non necessità di traduzione.

Centri Commerciali ed Uffici

Trovare l’indirizzo esatto è molto complicato data l’assenza di numeri civici. Spesso in un unico palazzo sono presenti: un supermercato, delle aziende, casse di prelievo, dei ristorante e negozi di vario genere. All’esterno di ogni palazzo però sono spesso presenti le mappe di accesso e le infografiche contenenti piante ed indicazioni di ogni attività presente all’interno.

Conclusione

Durante la permanenza ho cercato di capire se e come potesse essere possibile ottenere questo altissimo livello di comunicazione. Il fattore culturale e sociale giapponese influisce notevolmente sul design e le sue evoluzioni, ma di certo c’è che sono palesi gli studi ed i rapporti tra comunicazione grafica, design, ed architettura applicati negli esempi riportati. Non viene tralasciato nulla al caso e si cerca la migliore soluzione possible per rispondere ad una specifica esigenza, al punto tale che non sembra possibile avere altri tipi di sviluppo. Questo livello di “perfezione” lo si raggiunge solo con il coinvolgimento di figure specifiche che cooperano per un obbiettivo comune.

Negli ultimi decenni, in moltissimi casi, la cooperazione tra professionisti di diversi settori è venuta notevolmente a mancare. Penso a quanto il progettista architettonico e grafico si siano allontanati negli anni, invece progettare sistemi che possano evolversi nel miglior modo possibile. La figura del progettista deve tornare al centro della società, perchè è suo il compito di facilitarla ed aiutarla nella sua evoluzione.

Un esempio su tutti è una comunissima “esperienza UI e UX” all’interno di molte USL o ospedali italiani, ma questo forse sarà un altro articolo…

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